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La gestione fiscale va ben oltre la compilazione delle dichiarazioni: richiede pianificazione strategica e conoscenza approfondita della normativa tributaria e delle sue evoluzioni. Lo studio garantisce un presidio continuativo su tutti gli adempimenti, con orientamento costante alla tutela del contribuente.
Ogni decisione aziendale comporta riflessi fiscali di rilievo. Lo studio accompagna imprenditori e professionisti in una valutazione preventiva delle loro scelte, ricercando costantemente la soluzione più efficiente nel pieno rispetto della normativa, considerando altresì la struttura patrimoniale e le esigenze di protezione del nucleo familiare.
La gestione dei rapporti di lavoro richiede competenza tecnica e aggiornamento normativo costante. L'assistenza copre l'intero ciclo di vita del rapporto, offrendo consulenza completa in diritto del lavoro e amministrazione del personale, con orientamento alla prevenzione delle criticità.
Affiancando l'impresa nelle sue decisioni strategiche, l'attività integra pianificazione economico-finanziaria e gestione contabile con un'analisi costante dei dati aziendali, per una rappresentazione consapevole e affidabile della situazione economica e patrimoniale, elemento essenziale nei rapporti con stakeholder e terzi.
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha fissato il calendario delle agevolazioni 2026 per la tutela e la valorizzazione della proprietà industriale delle micro, piccole e medie imprese. Con i decreti direttoriali del 28 settembre 2026 sono stati stanziati 32 milioni di euro: 20 per Brevetti+, 10 per Disegni+ e 2 per Marchi+. I contributi sono concessi in conto capitale per l'acquisto di servizi specialistici esterni e coprono dall'80% al 90% delle spese ammissibili, con una maggiorazione di cinque punti per le imprese in possesso della certificazione della parità di genere.
Le domande si aprono in tre date distinte: 25 novembre 2026 per Brevetti+, 3 dicembre 2026 per Marchi+ e 17 dicembre 2026 per Disegni+. Poiché le risorse sono limitate, è opportuno che le imprese interessate individuino per tempo i servizi da finanziare, raccolgano i preventivi dei fornitori e accertino il possesso della certificazione di parità di genere, dalla quale dipende la maggiorazione del contributo.
In sintesi
decreti direttoriali MIMIT 28.09.2026 · art. 5, c. 3, L. 162/2021 · Reg. UE 2023/2831 (de minimis)
Con il messaggio INPS n. 3247 del 13 ottobre 2026 è attiva la Domanda Rimborso Unico per recuperare i contributi indebitamente versati alla Gestione Separata. Il committente può chiedere la quota a proprio carico sui compensi oltre il massimale e i versamenti duplicati o con aliquota errata; il professionista, le eccedenze emerse in dichiarazione. Le richieste si inviano dal Cassetto previdenziale: conviene individuare per tempo le posizioni rimborsabili.
Dalle 12:00 del 15 ottobre 2026 le imprese con comunicazione di conferma approvata e investimenti conclusi possono inviare al GSE la comunicazione di completamento dell'iper-ammortamento, attestando perizia asseverata e certificazione contabile. Il costo finale può solo diminuire. Per beneficiare della maggiorazione già nel modello REDDITI 2027, la comunicazione relativa ai beni completati e interconnessi nel 2026 va inviata entro fine anno.
Il provvedimento n. 277710 del 12 ottobre 2026 aggiorna la chiusura d'ufficio delle partite IVA rimaste inattive per tre anni. L'inattività è ora accertata incrociando fatture elettroniche, corrispettivi telematici e versamenti spontanei. La comunicazione preventiva giunge al domicilio digitale (PEC) e nell'area riservata; la chiusura decorre dal sessantesimo giorno e, entro tale termine, la posizione può essere chiarita presso qualsiasi ufficio.
Il contribuente che supera i 100.000 euro di ricavi o compensi esce subito dal regime forfetario. Secondo la circolare n. 32/2023 gli acconti 2026 si calcolano ancora con le regole del regime, con i codici tributo 1790 e 1791, e poi si scomputano dall'IRPEF dovuta a saldo. L'impostazione appare discutibile se il superamento precede il primo acconto, ma il versamento resta la scelta prudente.
Con la risposta a interpello n. 185 del 2026 l'Agenzia delle Entrate distingue i due casi. Gli interessi da ravvedimento operoso sono moratori e accessori al tributo, per cui ne seguono il trattamento e non sono deducibili dalle imposte sui redditi. Gli interessi da conciliazione giudiziale hanno funzione compensativa, sono deducibili secondo le regole generali e restano fuori dai limiti dell'art. 96 del TUIR.
Nel test di commercialità delle attività di interesse generale gli enti del Terzo settore computano tra i costi effettivi anche gli accantonamenti per oneri certi e oggettivamente determinabili, come il TFR, se imputati secondo i principi contabili e criteri costanti. Restano esclusi i fondi per passività solo probabili e i costi figurativi, come il lavoro dei volontari. Fino a 300.000 euro di entrate il test può essere unitario.